Lo Smart Working è una modalità adottata nella maggior parte delle aziende e realtà lavorative che si trovano in zone colpite dal virus. Quindi è stato adottato come contromisura ma moltissime aziende italiane per evitare o ridurre al minimo dei possibili incontri per prevenire il contagio dei dipendenti continuando però le attività.

La contromisura delle aziende

La maggior parte delle aziende si è attivata subito per fornire ai propri dipendenti attrezzature quando necessario e servizi per organizzare lo Smart Working per lavorare in sicurezza. 

Da una ricerca è risultato che circa il 70% delle aziende, quindi più della metà, è riuscita a distribuire ai lavoratori in tempi molto brevi tutto l’occorrente, ovvero le attrezzature necessarie per proseguire con lo smart working, come è avvento in modo parallelo anche per le scuole con la didattica a distanza (DAD). In questa operazione per agevolare il lavoro a distanza sono intervenute anche alcune regioni che hanno stanziato dei fondi per aiutare questi piani.

I dati dello Smart Working

La percentuale di persone che si imbattono nello smart working sta sempre di più aumentando soprattutto in quest’ultimo periodo. Nelle realtà lavorative pubbliche i lavoratori da remoto sono circa il 45% mentre nei lavoratori privati il 55%. Nelle aziende possiamo notare una differenziazione tra le aziende più grosse dove lo smart working è molto diffuso, rispetto a quelle più piccole, dove la percentuale dei lavoratori da casa è minore. Per quanto riguarda le multinazionali troviamo circa il 53% dei lavoratori a casa.

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