Nel periodo della pandemia si è sentito parlare molto dello Smart Working, tradotto “lavoro intelligente“, che secondo la definizione della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana è:

“una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa”.

Oppure secondo la definizione dell’Osservatorio del Politecnico di Milano

“una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati”

Lo Smart Working può essere descritto come un cambiamento culturale che comprende una modifica e un’evoluzione sia dei modelli organizzativi delle aziende sia delle persone stesse.

Cambia completamente o in parte le tradizioni nel mondo del lavoro e non solo, quindi possiamo definirlo come una vera e propria rivoluzione.

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