A febbraio 2020 il nuovo coronavirus arriva in Italia, ma a parte i pochi comuni della bassa lodigiana e Vo’ Euganeo, in provincia di Padova, in Italia tutto continua normalmente.

Il 19 febbraio 2020 A San Siro si gioca Atalanta-Valencia, partita di Champions League. Cinquantamila bergamaschi allo stadio. L’Atalanta vince 4-1. Alcuni immunologi e la protezione civile ipotizzano che sia stata la “partita zero” e che abbia contribuito alla diffusione del contagio quando ancora non era noto fosse arrivato in Italia.

Il 21 febbraio 2020 un uomo di 38 anni residente a Codogno risulta positivo al Coronavirus: è il paziente 1. Nel giro di poche ore vengono registrate le positività di altre quattordici persone. La prima vittima italiana per covid-19 è Adriano Trevisan, di 78 anni. L’uomo residente a Vo’ Euganeo muore nella terapia intensiva dell’ospedale di Schiavonia, a Padova.

Il 23 febbraio 2020 scatta l’implementazione delle “zone rosse” in 11 comuni tra Lombardia e Veneto, tra cui Codogno e Vo’ Euganeo. Viene istituito il divieto di accesso o di allontanamento dal territorio comunale e la sospensione di manifestazioni, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato anche di carattere culturale.

A Marzo 2020 la situazione precipita. I casi aumentano, i decessi anche. Il governo chiude la Lombardia, poi il Paese.

Il 18 marzo 2020 a Bergamo, una colonna di mezzi militari trasporta le bare di decine di vittime del covid-19 verso i cimiteri di altre città per la cremazione; l’immagine diventa simbolo della sofferenza di una città tra le più colpite dal virus.

Il 22 marzo 2020 le misure del governo diventano più stringenti: con un nuovo Dpcm, Palazzo Chigi sospende gran parte delle attività produttive e vieta ai cittadini di spostarsi in un “comune diverso a quello in cui attualmente si trovano” Solo due giorni prima erano stati chiusi i parchi e vietato lo sport se non sei pressi della propria abitazione.

Il 27 marzo 2020 L’Italia registra 86mila casi, superando il numero totale comunicato dalle autorità cinesi. Nello stesso giorno i morti sono 986: è il numero più alto dall’inizio dell’epidemia. Da quel giorno inizia una lenta discesa. Questa data resterà un drammatico record.

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Il 20 aprile 2020, per la prima volta dall’inizio dell’epidemia, l’Italia registra una diminuzione nel numero degli attualmente positivi: 20 in meno del giorno precedente, per un totale di 108.237. Continua il calo di ricoveri e terapie intensive.

Il 4 maggio 2020 In Italia prende il via la tanto attesa “Fase 2”, caratterizzata dal ritorno al lavoro di alcune categorie di occupati e dalla possibilità di incontrare i “congiunti”. Giuseppe Conte spiega che il pericolo di un nuovo picco di contagi è molto reale.

A giugno inizia la “Fase 3”. Dopo molti mesi, cadono molte restrizioni come l’utilizzo delle mascherine all’aperto.

A luglio 2020, In Italia le terapie si svuotano. Ma cresce la polemica fra le diverse forze politiche.

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