I primi casi conosciuti coinvolsero principalmente i lavoratori del mercato di Wuhan, in Cina, dove si vendevano pesce e altri animali anche vivi. Nelle prime settimane di gennaio 2020 gli scienziati individuarono in questi soggetti delle strane polmoniti causate da un nuovo tipo di coronavirus, denominato SARS-CoV-2, che significa sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus di tipo 2. Risulto’ essere simile per almeno il 70% della sua sequenza genica a quella del SARS-CoV, il quale scateno’ l’epidemia di SARS iniziata nel 2002 e terminata nel 2004.

Alla fine del mese di gennaio 2020 non erano ancora state ben determinate le caratteristiche del virus, nonostante fosse stata accertata la capacità di trasmettersi da persona a persona, e vi erano ancora delle incertezze sulle esatte modalità di trasmissione e sulla patogenicità. La malattia associata fu riconosciuta con il nome di COVID-19.

La prima segnalazione attribuibile al nuovo virus avvenne il 31 dicembre 2019, anche se già l’8 dicembre comparvero i primi pazienti con malattia sintomatica. Il 1º gennaio 2020 le autorità disposero la chiusura del mercato di Wuhan e l’isolamento di coloro che presentavano segni e sintomi dell’infezione.

Il primo decesso confermato risale al 9 gennaio 2020. A partire dal 23 gennaio 2020, Wuhan fu posta in quarantena, con la sospensione di tutti i trasporti pubblici in entrata e in uscita dalla città, misure che il giorno seguente furono estese alle città limitrofe di Huanggang, Ezhou… Nel 13 di Gennaio sono circa 40 i casi a Wuhan, dove nell’arco di un mese i casi arrivano circa a 75000.

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